Lug 20 2008

Aggressione alla Ederle

Tag:admin @ 8:35

COMUNICATO STAMPA
Il Comitato Vicenza Est subisce un’aggressione da un militare USA durante il presidio settimanale
contro la guerra davanti alla Caserma Ederle
Rendiamo noto un significativo e preoccupante episodio avvenuto mercoledi ´sera (16 luglio)
davanti alla Caserma Ederle di Vicenza. E’ stato proiettato il filmato sulla nostra iniziativa dello
scorso 4 luglio con il rapper americano reduce dal Vietnam che invitava alla diserzione. Alcuni
soldati si sono fermati a guardare il filmato, visibilmente interessati. Tre soldati si sono fatti
fotografare vicino ad uno striscione con la scritta "STOP WAR" ma improvvisamente un quarto si è
avvicinato e con un accendino ha bruciato il filo con cui era attaccato lo striscione e subito dopo ha
sputato con violenza-. Anzichè calmarsi per l’intervento di un compagno che cercava di fermarlo,
questo soldato ha sferrato un potente calcio al manifesto del centro "Sir, No Sir", sfondandolo.
Il Comitato è consapevole del fatto che le proteste serie danno sempre fastidio alle autorita´e che
gli inviti alla diserzione sono un messaggio forte che rischia di far emergere anche in modo brutale
la crisi di questi ragazzi dopo l’orrore vissuto in guerra(i dati dei suicidi fra le truppe parlano
chiaro). La situazione della caserma Ederle, inoltre, è ogni giorno più grave.Non a caso questo
episodio è accaduto solo tre giorni dopo la morte dei nove soldati americani che dovevano rientrare
alla Ederle proprio in questi giorni e che invece "sono stati uccisi in alcuni combattimenti in
Afghanistan nei quali sono state uccise anche decine di talebani".
Le migliaia d soldati morti (fra i quali 43 della caserma Ederle), il ritorno dal fronte in questi giorni
di decine di reduci, rende il lavoro del Comitato ancora più importante e delicato.
Per questo motivo invitiamo i gruppi contro la guerra ad unirsi alla protesta di fronte alla Ederle e a
solidarizzare dopo l´aggressione subita, aiutandoci nella nostra attività in favore della diserzione e
in favore delle nostre iniziative che hanno come obiettivo proprio quello di parlare ai giovani soldati
in crisi.
Il Comitato ritiene urgente aumentare la protesta contro la guerra vista la gravita´della situazione
politica.
Nessuna base militare ne´qui ne´altrove
"Comitato degli abitanti e dei lavoratori di Vicenza-Est- Contro la costruzione di una nuova base a Vicenza- Per la
conversione della Caserma Ederle ad usi civili"


Giu 27 2008

INIZIATIVA NO WAR

Tag:admin @ 21:24





 

INIZIATIVA NO WAR

a sostegno di Sir No Sir!

Il 4 luglio, festa dell’indipendenza degli Stati Uniti, gli americani invitano a festeggiare dentro la caserma Ederle e a godere dei  bei fuochi artificiali. 

      Ma la caserma Ederle non è un luna Park: è una base militare americana da cui la 173^ brigata parte per l’Afghanistan e l’Iraq, dove giovani uomini hanno ucciso e uccideranno altri esseri umani.

      Sono  fuochi diversi  quelli che colpiscono ugualmente  bambini, donne, vecchi e di rimando anche qualche giovane soldato che proprio dalla caserma Ederle è partito a portare lutti e distruzione.

      Il 4 luglio ti invitiamo perciò a non entrare, ma a fermarti fuori dal cancello di via Corbetta per ricordare le vittime civili e i soldati morti ascoltando.

Stephen Summers 
 
 

attore nei films 

Sir! No Sir! (2005) 

Freedom2speak v2.0 (2004)  
 

rapper statunitense

membro dei “Veterani del Vietnam  Contro la Guerra”, tra gli organizzatori della “Stop the War  Brigade” che dà sostegno ai militari che non vogliono più fare la guerra.

Comitato degli abitanti e dei lavoratori di Vicenza-est contro la costruzione di una nuova base a Vicenza- Per la conversione della Caserma Ederle ad usi civili

http://www.comitatoviest.org                                                                                                                  vicenzaestcomitato@gmail.com


Giu 13 2008

Assemblea Pubblica - Democrazia e Guerra -

Tag:admin @ 12:20

Il 15 GIUGNO A VICENZA!

 

DEMOCRAZIA E GUERRA

Assemblea pubblica contro il militarismo

 

 

Le vie istituzionali (proposte di legge, referendum, iniziative parlamentari, elezioni, appelli vari, prediche…) per fermare la guerra e la militarizzazione della società hanno dimostrato ripetutamente tutto il loro fallimento e la loro ipocrisia.

Il governo italiano ha le proprie truppe dislocate in molti paesi, i progetti di costruzioni di nuove armi e strutture di distruzione di massa (F-35, scudo missilistico, basi militari, progetti industriali) procedono a dispetto della volontà di centinaia di migliaia di persone che non approvano la guerra ed il riarmo in corso.

Un’opposizione autorganizzata che sappia coinvolgere i lavoratori, gli individui e i comitati che si battono sul territorio contro le nocività ambientali, gli antimilitaristi, i disertori può ancora fermare questa macchina di guerra. Un’opposizione antiautoritaria in grado, fuori da illusioni istituzionali, di creare un rapporto di forza adeguato contro un sistema politico ed economico che attacca ormai spudoratamente ogni diritto (con i pacchetti sicurezza, l’impiego dell’esercito per risolvere i conflitti sociali ed ambientali).

A luglio potrebbero cominciare i lavori al Dal Molin, la Ederle 2, una nuova base di guerra del Pentagono. Anche per questo oppositori al militarismo di Vicenza e di altre realtà non solo italiane hanno deciso di incontrarsi per condividere idee e proposte contro la guerra e ciò che la rende possibile. La guerra e la militarizzazione non si fermano con le firme, ma con le lotte sociali dal basso.

 

 

                            I promotori dell’assemblea antimilitarista del 15 giugno

 

Auditorium Canneti, Levà degli Angeli 11, Vicenza

Dalle 14 alle 18.30

assembleavicenza@googlemail.com


Mag 19 2008

Comunicato Stampa

Tag:admin @ 19:57

peace-not-war.org/Jukebox  

                                  

 

 

  COMUNICATO STAMPA

“Tra tutte le violenze ad opera di estranei e sconosciuti(…) gli immigrati sono al massimo

uno su dieci” ISTAT dal Corriere della Sera,11dicembre 2007


“Nel Vicentino siamo in presenza di un trend positivo per quello che concerne la criminalità,
diminuiscono furti, scippi, lesioni, violenze sessuali, truffe e spaccio”(dichiarazione fatta dal
Questore di Vicenza il18/05/2008 alla stampa locale)


In un clima dove vige la caccia all’uomo, al diverso, allo straniero, in nome della sicurezza, della
disciplina, della tolleranza zero, che ricorda giorni già vissuti nelle guerre passate.
 In un clima dove di guerra si parla solo se fa notizia come il soldato italiano ferito o una strage di un kamikaze.
 Il Comitato di Vicenza est continua il suo appuntamento tutti i mercoledì sera davanti alla caserma Ederle per ribadire il suo dissenso alla guerra, per invitare i soldati a lasciare i conflitti e per sostenere la solidarietà tra i popoli.




Mag 10 2008

I WANT YOU

Tag:admin @ 14:59


Mag 01 2008

Tag:admin @ 20:34

stop the war in iraq and afghanistan

Irish anti-war activist deported from U.S

 

 

Irish anti-war activist Damien Moran, acquitted in Dublin Circuit court 18 months ago by jury trial of doing €2 million disarmament to a U.S. military plane at Shannon airport as a protest against the Iraq war, was deported from the U.S.A. on Sunday by Homeland Security agents at Chicago’s O’Hare airport.

Moran had been invited to attend and speak at a conference against the U.S. Government’s missile defence plans. The 27 year old County Offaly native is a former seminarian with the Holy Ghost Fathers in Kimmage and is currently living and teaching in Poland. Prior to leaving for Poland he worked with the De Paul Trust at a homeless shelter in Dublin’s city centre.


Regarding the deportation Moran stated: "I was immediately detained and questioned by Homeland Security officers about our nonviolent and legal action at Shannon in February 2003. The information the border authorities claimed to have was that I was arrested for damaging a U.S. fighter jet at Shannon. I let them know that their database was out of date and that it should also read acquitted as an Irish jury had decided unanimously we had a lawful excuse to help save life and property in Iraq."

He continued: "My mobile phone was seized and I was interrogated about the purpose of my trip and why I had damaged U.S. military property. I had been invited to speak at a university in Colorado Springs and at a conference in Omaha on U.S. militarism in Poland and Ireland. I also had tickets to visit my brother and his family in Virginia. Homeland Security ’s unjustified refusal to allow me enter the U.S. and meet family, speak with U.S. citizens is just another example of how quasi-fascist the U.S. State apparatus has become."

Furthermore, Moran claims that modern-day America is summed up by "his deportation from to the U.S. to advocate for social investment and military divestment on the same weekend as the U.S. officially celebrates the life of Martin Luther King Jr. I was barred from entering due to my act of dissent at Shannon 5 years ago against their disastrous militaristic policies at home and abroad. Evidently there is no room for dissenters’ and foreign peace activists in America today "

Furthermore the deportee claims "It is high time the omnipotent military -industrial complex in the U.S. is crushed by concerned citizens.When I informed them about our action and acquittal they were none too pleased. Unfortunately I’ve lost $350 dollars in flight expenses while the Global Network Against Weapons and Nuclear Power in Space organisation that invited me have been setback over $1,000. Albeit, it’s not much money compared to the $2 trillion plus bill that U.S. taxpayers have paid to help their government wage the Iraq war."


More on the conference that Moran was due to attend can be found at www.space4peace.org

As regards the Shannon Ploughshares action he was acquitted for with 4 colleagues more info. can be sourced at www.warontrial.com

Moran’s current activities include resistance to the controversial U.S. missile defence plans for Poland. See www.m29.bzzz.net for more details.

Apr 17 2008

Dockers Strike Against Imperialist War,

Tag:admin @ 13:26

il primo Maggio i portuali statunitensi scioperano contro la guerra.

Dockers Strike Against Imperialist War

,Longshoremen Strike Against Imperialist WAR

Paro portuario contra la guerra imperialista

 

 

Paro portuario contra la guerra imperialista

SECRETARIADO DE LA LIT

Los trabajadores estadounidenses estan dando un paso muy importante en su lucha contra la politica imperialista del gobierno de Bush. El International Longshore and Warehouse Union (ILWU - sindicato internacional de estibadores y trabajadores de almacenes) ha anunciado que el proximo 1° de Mayo realizara un paro en los puertos de la costa oeste de Estados Unidos para exigir el cese inmediato de la guerra y la ocupaciones en Irak y Afganistan, asi como el retiro de las tropas norteamericanas de Medio Oriente.

 

Es la primera vez, desde hace decadas, que un sindicato estadounidense decide realizar una accion de este tipo en contra de acciones y politicas militares exteriores realizadas por su gobierno y aprobadas por el Parlamento.

 

En una carta dirigida a John Sweeney, presidente de la AFL-CIO, la mayor central sindical estadounidense, con fecha del 22 de febrero, el presidente del ILWU, Robert McEllrath, le informo que una reciente asamblea sindical, con delegados de todos los puertos de la costa oeste, se resolvio "convocar a los trabajadores portuarios a hacer un paro de labores durante el turno matutino del 1° de mayo de 2008, para expresar su oposicion a la guerra en Irak".

 

Esta resolucion tiene una significacion muy profunda. En primer lugar, la resolucion aprobada no se opone solamente a la guerra en Irak (ya muy impopular dentro de EE.UU.), sino tambien a la guerra y ocupacion de Afganistan (que todos los posibles candidatos de ambos partidos, como Hillary Clinton, Barack Obama y John McCain quieren extender). La mocion aprobada exige tambien el retiro de las tropas norteamericana de toda la region. En segundo lugar, representa un primer paso de un sector importante de la poderosisima clase obrera americana contra la politica imperialista de sus gobiernos, desde el propio corazon del imperio. En tercer lugar la accion se realiza en 1? de Mayo, el dia internacional de lucha de los trabajadores, que, a pesar de haberse originado en los EE.UU.,  la burguesia estadounidense ha tratado de sepultar en el olvido. Ese mismo dia, seguramente, la accion de los portuarios se unira con las que vienen realizando, en esa misma fecha, los trabajadores inmigrantes en el pais.   

 

La LIT-CI saluda y apoya este paro de los portuarios convocados por el IWLU. Llamamos a otros sindicatos y organizaciones obreras de EE.UU a seguir ese ejemplo. Lo hacemos con la conviccion de que la unidad de todos los trabajadores y pueblos del mundo, tanto de los paises colonizados como de las naciones imperialistas, fortalece sus luchas y permite avanzar en la tarea de derrotar al enemigo comun: la burguesia imperialista.

 




versione britannica/internazionale)

 

Dockers Strike Against Imperialist War
INTERNATIONAL WORKERS LEAGUE (IWL) SECRETARIAT

 

United States workers are taking an important step in their struggle against the imperialist policies of the Bush administration. The International Longshore and Warehouse Union - the international union of the dockers and warehouse workers - has announced that on May 1st it will organize a strike in the ports on the Eastern coast of the United States to demand an immediate end to the war and occupation in Iraq and in Afghanistan, together with the withdrawal of American troops from the Middle East.

 

It is the first time in decades that an American union has decided to take action of this sort against the political and military action abroad that is being taken by the Bush administration with the support of the U.S. parliament.

 

In a letter dated the 22nd of February which was sent to John Sweeney, the leader of the AFL-CIO - the largest American trade union confederation - the leader of the ILWU, Robert McEllrath, informed him that a recent trade union meeting, attended by delegates from every port on the west Coast, decided to "call on port workers to take strike action during the morning shift of May 1st, 2008, to demonstrate their opposition to the war in Iraq".

 

This resolution is profoundly significant. First, not only does it oppose the war in Iraq (already very unpopular in the USA), but also the occupation and war in Afghanistan (which all the presidential candidates from all parties, like Hillary Clinton, Barack Obama and John McCain want to expand). The motion that was approved also demands the withdrawal of American troops from the entire region. Second, it represents the first step by an important section of the very powerful American working class against the imperialist policies of its government, from inside the very heart of the empire. Third, the action will take place on May 1st, the international day of the workers’ struggle, which, despite the fact that it originated in the United States, the American bourgeoisie has attempted to consign to oblivion. On this same day, the action of the dockers will certainly be combined with that taken at the same time by immigrant workers in the United States.

 

The International Workers League-Fourth International welcomes and supports this dockers’ strike called by the IWLU. We appeal to other trade unions and to other workers’ organizations in the United States to follow this example. We do this, convinced that the unity of all the workers and the people of the world, those from colonized countries as well as those from imperialist nations, will give them strength in their struggle and will allow them to make progress in the task of defeating the common enemy: the imperialist bourgeoisie.
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….





(versione americana)

 

Longshoremen Strike Against Imperialist War
INTERNATIONAL WORKERS LEAGUE (IWL) SECRETARIAT

 

United States workers are taking an important step in their struggle against the imperialist policies of the Bush administration. The International Longshore and Warehouse Union - the international union of the longshoremen and warehouse workers - has announced that on May 1st it will organize a strike in the ports on the Eastern coast of the United States to demand an immediate end to the war and occupation in Iraq and in Afghanistan, together with the withdrawal of American troops from the Middle East.

 

It is the first time in decades that an American union has decided to take action of this sort against the political and military action abroad that is being taken by the Bush administration with the support of the U.S. parliament.

 

In a letter dated the 22nd of February which was sent to John Sweeney, the leader of the AFL-CIO - the largest American trade union confederation - the leader of the ILWU, Robert McEllrath, informed him that a recent trade union meeting, attended by delegates from every port on the west Coast, decided to "call on port workers to take strike action during the morning shift of May 1st, 2008, to demonstrate their opposition to the war in Iraq".

 

This resolution is profoundly significant. First, not only does it oppose the war in Iraq (already very unpopular in the USA), but also the occupation and war in Afghanistan (which all the presidential candidates from all parties, like Hillary Clinton, Barack Obama and John McCain want to expand). The motion that was approved also demands the withdrawal of American troops from the entire region. Second, it represents the first step by an important section of the very powerful American working class against the imperialist policies of its government, from inside the very heart of the empire. Third, the action will take place on May 1st, the international day of the workers’ struggle, which, despite the fact that it originated in the United States, the American bourgeoisie has attempted to consign to oblivion. On this same day, the action of the longshoremen will certainly be combined with that taken at the same time by immigrant workers in the United States.

 

The International Workers League-Fourth International welcomes and supports this longshoremen’s strike called by the IWLU. We appeal to other trade unions and to other workers’ organizations in the United States to follow this example. We do this, convinced that the unity of all the workers and the people of the world, those from colonized countries as well as those from imperialist nations, will give them strength in their struggle and will allow them to make progress in the task of defeating the common enemy: the imperialist bourgeoisie.





Sciopero dei portuali contro la guerra imperialista

 

SEGRETARIATO DELLA LIT

 

I lavoratori statunitensi stanno facendo un passo molto importante nella loro lotta contro la politica imperialista del governo Bush. L’ILWU (International Longshore and Warehouse Union - sindacato internazionale degli stivatori e dei magazzinieri) ha annunciato che il prossimo 1° Maggio realizzerà uno sciopero nei porti della costa est degli Stati Uniti per esigere la fine immediata della guerra e dell’occupazione in Irak ed in Afghanistan, così come il ritiro delle truppe nordamericane dal Medio Oriente.

 

È la prima volta, da decenni, che un sindacato statunitense decide di realizzare un’azione di questo tipo contro azioni e politiche militari all’estero realizzate dal suo governo ed approvate dal Parlamento.

 

In una lettera a John Sweeney, presidente della AFL-CIO, la più grande confederazione sindacale statunitense, datata 22 febbraio, il presidente dell’ILWU, Robert McEllrath, lo ha informato che una recente assemblea sindacale, con delegati di tutti i porti della costa ovest, ha deciso di “chiamare i lavoratori portuali a scendere in sciopero durante il turno della mattina del 1° maggio 2008, per manifestare la loro opposizione alla guerra in Irak”.

 

Questa risoluzione ha un significato molto profondo. In primo luogo, essa non si oppone solamente alla guerra in Irak (già molto impopolare negli Usa), ma anche alla guerra ed all’occupazione dell’Afghanistan (che tutti i possibili candidati di tutti i partiti, come Hillary Clinton, Barack Obama e John McCain vogliono estendere). La mozione approvata esige anche il ritiro delle truppe nordamericane da tutta la regione. In secondo luogo, rappresenta un primo passo di un settore importante della poderosissima classe operaia americana contro la politica imperialista del suo governo, dall’interno dello stesso cuore dell’impero. In terzo luogo, l’azione si realizzerà il 1° Maggio, giorno internazionale di lotta dei lavoratori, che, nonostante abbia avuto origine negli Usa,  la borghesia statunitense ha tentato di seppellire nell’oblio. In questo stesso giorno, sicuramente, l’azione dei portuali si unirà con quella che realizzeranno, contemporaneamente, i lavoratori immigrati nel paese.

 

La LIT-CI saluta ed appoggia questo sciopero dei portuali convocato dall’IWLU.

Facciamo appello agli altri sindacati ed alle organizzazioni operaie degli Usa a seguire quest’esempio. Lo facciamo con la convinzione che l’unità di tutti i lavoratori ed i popoli del mondo, tanto dei paesi colonizzati come delle nazioni imperialiste, rafforzi le loro lotte e permetta di avanzare nel compito di distruggere il comune nemico: la borghesia imperialista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Apr 05 2008

TUTTI I MERCOLEDÌ SERA

Tag:admin @ 8:28




Mar 20 2008

manifestazione alla Ederle a 5 anni di guerra in Iraq

Tag:admin @ 21:30


 


 

il Comitato Vicenza Est esprime solidarietà con le vittime della guerra in Iraq e con le decine di manifestanti arrestati negli Stati Uniti mentre manifestavano il giorno dell’anniversario dell’entrata in Guerra 5 anni fa in Iraq.

 

USA: MANIFESTAZIONI CONTRO GUERRA IN IRAQ, 200 FERMATI

 

ascolta la notizia

Washington, 20 mar. (Adnkronos) - Duecento persone sono state arrestate in diverse citta’ degli Stati Uniti, come Chicago, Miami, San Francisco, Los Angeles e New York, durante le manifestazioni di protesta in coincidenza del quinto anniversario della guerra in Iraq, costata 500 miliardi di dollari, nella quale hanno perso la vita circa 4mila soldati americani. Trentadue persone sono state fermate a Washington, dove i manifestanti hanno tentato di bloccare per circa un’ora l’ingresso agli uffici dell’agenzia delle entrate, per sottolineare gli alti costi della guerra.

Mar 08 2008

SIRNOSIR HELP LINE +39 346 6890337

Tag:admin @ 21:13

 

Nasce a Vicenza  SirNoSir Help line-
 

  Il Centro di orientamento e consulenza si propone di dare informazioni utili (telefoniche e dirette) e sostegno concreto ai soldati che lasciano l’esercito e vogliono reinserirsi nella vita civile.

Prima in Italia la Help Line potrebbe essere replicata a breve nei pressi di altre basi in guerra.

Alla conferenza stampa è stato presente anche Russell Hoitt, disertore, ex soldato della Caserma Ederle impegnato ora in conferenze pubbliche in Italia contro il militarismo.

Il Centro si rivolge innanzitutto, ma non esclusivamente, alla Base militare Ederle di Vicenza e si inserisce nella lotta contro la militarizzazione della città, che prevede la costruzione della nuova base d’attacco Dal Molin.

 


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